Il fiore dentro

“Il fiore dentro” è il programma mindfulness-based dedicato ai bambini e ideato da Montano A. e Villani S. (2016).

Il termine “mindfulness” in italiano viene espresso con definizioni quali: “consapevolezza”, “presenza mentale”, “attenzione consapevole”. Attraverso la mindfulness, quindi, si impara ad orientare la propria attenzione, in modo volontario, a quanto accade in ogni istante nella propria mente, nel proprio corpo e intorno a sé senza esercitare valutazioni o critiche ma restando semplicemente in ascolto di quello che c’è nel momento in cui accade. Si caratterizza per due componenti: l’abilità di dirigere l’attenzione al momento presente e la modalità con cui lo si fa, utilizzando una mente curiosa, aperta e accettante (Bishop et al., 2004).

Diventare “mindful” significa, pertanto, essere capaci di mantenere la propria attenzione e quindi la propria mente ferma sull’oggetto (ad esempio, un respiro, un oggetto, un’emozione, una sensazione fisica, un sentimento, un pensiero, ecc) senza distrazioni e in uno stato di autentica calma non reattiva, nel quale si accetta ciò che viene osservato per quello che è, indipendentemente dalle sue caratteristiche attraenti, sgradevoli o neutre, consentendo, in tal modo, all’esperienza di svelarsi naturalmente senza ostacolarla né promuoverla ed evitando dunque resistenza o disagio (Montano e Villani, 2016). Questo è possibile nel momento in cui viene abbandonato il “pilota automatico”, responsabile di meccanismi automatici di pensiero spontanei e inconsapevoli (Bargh e Chartrand, 1999) basati apprendimenti consolidatesi nel tempo che producono sensazioni di inadeguatezza, incapacità e impotenza che sono alla base di una vasta serie di compromissioni psicologiche.

Tale modalità di approcciarsi ai propri processi mentali consente di acquisire diverse capacità mentali quali l’auto-controllo, la regolazione dei sentimenti negativi, l’empatia, la resilienza e la compassione (Baer, 2003; Salomon et al., 2004).

 

L’infanzia rappresenta uno stadio importantissimo e delicato dello sviluppo umano ed è caratterizzata da innumerevoli ed eterogenei eventi ambientali, esperienze interpersonali, influenze genitoriali, dinamiche stressanti e traumatiche. Pertanto, l’idea che l’infanzia sia priva di eventi stressanti, è del tutto errata. Durante le fasi evolutive di ogni bambino, possono verificarsi eventi più o meno traumatici che, al contempo, possono influire, anche marcatamente, sugli stadi di crescita successivi, implicando cambiamenti profondi e problematici. La capacità di reagire a tali stimoli disfunzionali differisce da individuo a individuo e coinvolge diverse variabili, ovvero: l’aspetto temperamentale, le capacità acquisite e lo sviluppo cognitivo ed emotivo raggiunto. Tuttavia, qualora gli eventi stressanti siano vissuti negativamente e in maniera ripetuta, quest’ultimi possono esercitare un’influenza disfunzionale sul comportamento e sugli stati emotivi, tanto da alternarne anche le funzioni basilari (battito cardiaco, sudorazione, ritmo respiratorio) ogni qual volta lo stimolo percepito come minaccioso, si ripresenta.

Secondo Seyle (1936) lo stress è “la risposta non specifica dell’organismo a ogni richiesta effettuata su di esso”. Nel caso dei bambini, la mancata gestione di eventi stressanti e negativi e l’assenza di un supporto genitoriale e sociale, può produrre una serie di effetti collaterali persistenti e condizionanti come ad esempio ansia, depressione, iperattività, difficoltà di concentrazione ed attenzione, aggressività, sbalzi di umore, problematiche legate al sonno, all’apparato gastrointestinale, alle abitudini alimentari e al rendimento scolastico.

 

Il Programma di Riduzione dello Stress basato sulla Mindfulness rappresenta un’utile possibilità atta a ridurre il malessere nei bambini, a prevenire e trattare i sintomi di disturbi quali la depressione, l’ansia, l’autolesionismo o l’ADHD. Gli studi di Burke (2009) e Harnett e Dawe (2012), evidenziano come il training alla mindfulness sia in grado di migliorare il benessere generale dei bambini, nonché la loro salute emotiva, mentale, fisica e sociale, riducendo lo stress e sintomi disfunzionali quali l’ansia e la reattività e i comportamenti negativi. In particolare, la mindfulness si è dimostrata efficace nell’incrementare la consapevolezza, il senso di autoefficacia, la competenza emotiva e sociale, il benessere sia fisico che mentale, l’autostima, il funzionamento globale e al contempo, nell’alleviare sintomi ansiosi e depressivi e nel migliorare il comportamento e l’ansia nei bambini con diagnosi di ADHD.

Inoltre, introdurre i bambini alla mindfulness consente a quest’ultimi non solo di gestire eventi e dinamiche ambientali negative ma, al contempo, di “strutturare” la propria crescita e il proprio sviluppo consapevolmente, con gioia e senza pregiudizi.

 

Tali premesse teoriche hanno portato l’Equipe psico-educativa del Centro Socio-Educativo “Granelli di Senape” a porre maggiore attenzione ai fattori di stress o alle problematiche psicologiche nei bambini in modo tale da agire repentinamente mediante soluzioni più adattive e che promuovano il benessere degli stessi.

 

Il programma ha previsto un incontro a settimana condotto da due psicologi per otto settimane e uno di orientamento con i genitori. Ogni incontro, eccetto il primo che ha una struttura differente, prevede la meditazione di apertura, la revisione degli homework, le presentazioni didattiche, la discussione e condivisione delle esperienze, la meditazione formale, letture, favole e filastrocche, meditazione di chiusura e assegnazione degli homework, finalizzati a rinforzare l’apprendimento avvenuto in gruppo o a creare un collegamento con le tematiche dell’incontro successivo. I contenuti del progetto riguardano principalmente: la capacità di accedere al proprio “giardino segreto” attraverso uno stato di pace interiore e consapevolezza; la possibilità di comprendere cosa sia la “mente del principiante” e come poter gestire la propria vita quotidiana; la capacità di porre attenzione consapevole ai pensieri che possono sorgere e cessare nel momento in cui meditano con la conseguente spiegazione della “mente vagabonda”; la promozione dell’intelligenza emotiva dei bambini attraverso l’esplorazione delle emozioni negative e positive e la possibilità di gestire il proprio mondo emotivo; la consapevolezza prima di agire e la riflessione sulla profondità delle emozioni; la possibilità di indagare assieme ai bambini come la mindfulness possa essere un sostegno nelle comunicazioni difficoltose e infine, il consolidamento degli atteggiamenti di gentilezza  e di amore verso se stessi.